CONFINI. CAPOZZI (M5S): 20 MLN PER PROROGHE CONTROLLI SENZA RISULTATI
(ACON) Trieste, 10 giu - "Nessuno contesta la necessità di
garantire la sicurezza dei cittadini e di contrastare
l'immigrazione irregolare. Quello che invece contestiamo è
l'assenza di una valutazione seria sull'efficacia di una misura
che avrebbe dovuto essere temporanea ma che, invece, viene ormai
prorogata da quasi tre anni". Lo rimarca, in una nota, la
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle).
"In Friuli Venezia Giulia - aggiunge l'esponente pentastellata,
facendo riferimento alla risposta ottenuta a un'interrogazione a
risposta orale da lei stessa rivolta alla Giunta regionale -
eravamo partiti con un provvedimento che, per nulla limitato nel
tempo come assicurato all'epoca del suo avvio, in seguito è stato
prolungato più volte e che, attualmente, viene previsto in vigore
almeno sino al dicembre 2026".
"Il costo della sospensione della libera circolazione e della
reintroduzione dei controlli ai confini con la Slovenia ammonta,
attualmente, a circa 20 milioni di euro (anche secondo
un'indagine giornalistica condotta da un quotidiano locale) e,
sebbene i costi di tale operazione siano interamente a carico
dello Stato italiano, i disagi maggiori - precisa Capozzi -
ricadono sui lavoratori e sulle imprese della nostra fascia
confinaria. Per impedire l'ingresso irregolare di soggetti
extracomunitari nell'Unione Europea, inoltre, i controlli ai
confini dovrebbero essere implementati con la collaborazione
degli Stati non Ue".
"Al tempo stesso, il numero dei passeur arrestati dalle Forze
dell'ordine - sottolinea la rappresentante del M5S - sarebbe in
linea con i trend precedenti alla serrata dei confini, secondo
cifre che non hanno mai ricevuto alcuna smentita, mentre anche il
sindacato di polizia considera l'attività in essere un autentico
colabrodo, essendo concentrata sul presidio degli ingressi
principali e non su quelli secondari. Ma anche rileggendo lo
studio del 2016 dell'Unione europea dal titolo 'The Economic
Impact of Suspending Schengeni', già allora si evinceva come la
scelta di ripristinare i controlli ai confini avrebbe causato
gravi danni (calcolati tra 5 e 18 miliardi di euro a seconda dei
Paesi coinvolti) per le imprese, i cittadini e i lavoratori
europei a causa di fattori come i maggiori costi, una minore
fluidità negli scambi transfrontalieri, le perdite di tempo tra
rallentamenti e disagi, nonché gli ovvi condizionamenti al bacino
turistico".
"Nonostante tutte queste evidenze, in Friuli Venezia Giulia si
continua però a ribadire che i controlli sono necessari. La
nostra impressione - conclude Capozzi - è che su questo tema si
preferisca invece alimentare una narrazione utile dal punto di
vista politico, piuttosto che affrontare la questione con
pragmatismo e trasparenza. La sicurezza non si misura dal numero
delle proroghe o dalla presenza di una barriera simbolica al
confine, ma dai risultati concreti ottenuti".
ACON/COM/aa